LibrinoPietroGori
Il Fondo Pietro Gori
Le celebrazioni di Pietro Gori nella nostra comunità
tra passato e presente
Angela Porciani, Francesco Tamburini

Pietro Gorì morì l’8 gennaio 1911. Poco più di un mese dopo L’Amministrazione Comunale di Rosignano, con l’allora Sindaco,  Alberto Caputi Baracchini, lo ricordava come “il poeta della democrazia” che, con la sua presenza aveva onorato Rosignano, per questo il Consigliere Boschi propose di dedicargli la piazza maggiore del paese, denominata fino ad allora “de1le Logge”. La deliberazione fu approvata ad unanimità1.Anche la sorella Bice si prodigò affinché il suo ricordo rimanesse il più possibile vivo. Alla fine del 1911, dopo una serie di richieste2 presentate all’Amministrazione Comunale, ottenne il permesso di erigere un monumento in suo onore. nel cimitero comunale, su1 viale fronteggiante la loro cappella di famiglia 3.Ben presto, si costituì anche un comitato cittadino, 4 che organizzò la prima commemorazione; fu Previsto lo scoprimento di una lapide, sulla facciata della di lui casa, a Rosignano Marittimo in via San Martino 5, con un bassorilievo raffigurante una figura muliebre agitante una fiaccola, con sotto alcnni versi del poeta, e l’epigrafe:

 

“Questa effige di Pietro Gori
interpretando il voto di tutta una gente
ridesta nella luce del pensiero di lui
interpretando la coscienza
di quanti vogliono la pace e la dignetà umana
i devoti al suo spirito eletto
e Rosignano maternamente orgogliosa
perpetuano in cospetto del mare e dei posteri
più che premio di meta non raggiunta
piu che onoranze di vittoria più che palma di martirio
esempio e conforto agli apostoli futuri del popolo perfettibile.”

Il 6 gennaio 1912. giunse ufficialmente al Sindaco. dal Comitato, il programma della giornata rievocativa. con la partenza di un corteo delle varie associazioni politiche ed economiche del Territorio, dalla piazza San Rocco, nel centro storico del paese, per tutta la via Lunga 6. via San Martino, fino alla lapide dell’anarchico spagnolo Francisco Ferrer y Guardia (1859 – 1909) nella piazza dedicata a Gori, per poi arrivare in piazza Giosuè Carducci ed ascoltare l’avvocato libero Marlio ed altri rievocare, la figura del “vate libertario”. Nel pomeriggio, un corteo si sarebbe mosso alla volta del cimitero dopo aver scoperto la lapide sulla di lui casa, alla presenza delle bande musicali di Rosignano e Castagneto Carducci. La manifestazione si svolse senza turbare l’ordine pubblico, questo era il vero timore del Sindaco che, più volte, aveva manifestato il suo sgomento; con lettera del 9 gennaio al Prefetto,partecipò la tranquillità dell’evento, a parte un piccolo incidente al cimitero, dove alcuni forsennati, non volevano far passare i vessilli coi colori nazionali delle associazioni economiche paesane7.

Il comitato per l’evento aveva fatto stampare anche il seguente manifesto 8che riportiamo per la bellezza dei suoi versi:

Scoprimento della lapide a PIETRO GORI
Nell’anniversario della sua morte
L’8 gennaio 1912
In Rosignano Marittimo
COMPAGNI, AMICI, CITTADINI!

 Noi lo portammo qui, su i nostri omeri consapevoli del peso eroico, tra la mistica ombra degli olivi, nel cimitero piccolo e montano, sospeso tra il virgineo scintillio delle lampade sideree e la immensa latèbra, equorea del Tirreno, che cante alle brune scogliere il divino poema dell’amore e della morte con la sua triste cetra palestriniana. Noi lo portammo qui; lo deponemmo nel sepolcro avito, accanto alla madre, dolorosa per i suoi esili e per le sue angoscie, accanto il padre gentile, e sì grande era il
pallore del suo volto, che sembrava l’agna del puro evangelio.
Se voi o compagni ed amici, di ogni parte d’Italia accorrete alla tomba dell’apostolo, segno è che grande virtù di esempi e santa eredità di affetti Ei lasciò nel cuore del popolo.
E, benvenuti siate, qui, nell’ora scettica e beffarda che attraversa l’Italia, a riaccendere la fiaccola dell’Ideale che mai non muore, sulla soglia prometèa di questo sacro avello o lottatori dell’umanità, o sfruttate falangi del lavoro.
Oggi i vostri pensieri siano pure come gigli. Noi siamo come dice Carlyle, atomi vaganti tra due grandi abissi: il silenzio delle stelle ed il silenzio delle tombe. Troppo grande è il mistero che grava sulla nostra ora fuggente. O triste e dolente umanità, tu non hai compreso ancora le lettere d’oro scritte nel cielo, e quelle ricamate dai fiori sul solco!
Il sole oggi è tepido come un latte appena munto; il mare è intonato come un organo; i cipressi odorano di br sottile incenso la tomba di Pietro Gori. Pace o fratelli! Dinnanzi alla tomba di Pietro Gori oggi noi ci sentiamo più buoni e più fratelli!
Rosignano Marittimo, 3 gennaio 1912

IL COMITATO
N.B. invitiamo i compagni e le Associazione operaie affini a partecipare numerose
col proprio vessillo alla solenne commemorazione che avrà luogo nelle ore antime-
ridiane delI’8 GennaioIl ventennio fascista e gli orrori della Seconda Guerra Mondiale fecero dimenticare la figura di Gori e dovettero passare molti anni ancora prima che la comunità rosignanese pensasse di onorare nuovamente la memoria del pensatore.
Nel 1959 sorse un Comitato ad hoc al quale aderirono sia i partiti che le associazioni laiche di Rosignano Marittimo, oltre ad amici di Pietro Gori e personalità del movimento anarchico, tra i quali, Armando Borghi, Ugo Fedeli, Giovanna Berneri e Lorenzo Marianelli. Una iniziativa da cui scaturì un anno dopo, il 15 maggio 1960, una celebrazione ufficiale di Gori, ad opera dell’amministrazione comunale di Rosignano Marittimo, capeggiata dall’allora sindaco Demiro Marchi. Fu una delle mnanifestazini più significative del secondo dopoguerra, durante la quale si scoprì un busto in bronzo del “vate libertario”, donato dagli anarchici di Genova e posto nella piazza di Rosignano Marittimo a lui Intitolata appena un mese dopo la sua morte 9. Ma, soprattutto, fu costituita una sala nel Museo Civico destinata a conservare ricordi, cimeli e fotografie di Gori, mentre un’altra sala fu adibita a contenere le sue opere 10. Un fondo documentario e librario che, almeno sino ai primi anni ’70 si arricchirà di nuovo materiale furtto prevalentemente di donazioni private. All’esterno del Museo Civico fu infine post il busto marmoreo di Gori, opera dello scultore Arturo Dazzi. Monumento che, nel 1926, era stato rovesciato, decapitato e reso mutilo delle braccia dagli squadristi fascisti e che ora doveva servire “a testimonianza di un periodo infausto della vita politica del paese e monito per le giovani generazioni”. A suggellare quella che poteva essere definita una “giornata goriana”, fu una pubblicazione dal titolo Rosignano a Pietro Cori 11 che, oltre a descrivere la cerimonia del 15 maggio, raccolse numerosi scritti ed articoli su Pietro Gori che ne illustravano i poliedrici aspetti della sua vita, dall’impegno sociale, alla poesia, dai viaggi in America Latina e negli Stati Uniti, alle doti oratorie e di giurista 12.

Di tutta la manifestazione, va sottolineata la grande unione che avvenne all’interno dei partiti laici rappresentati in Consiglio Comunale, che per una volta misero da parte le divergenze ideologiche in occasione della celebrazione. Una circostanza non secondaria, che fa risaltare ancora una volta la trasversalità del pensiero di Gori, capace di catturare l’interesse e la stima di molti partiti che poco o nulla avevano a che fare con l’anarchia ed anzi, che a ben vedere, proprio per essere partiti costituzionali non avrebbero dovuto onorare un uomo che faceva dell’assenza dello Stato il fine ultimo a cui l’umanità doveva naturalmente tendere. Ciò nonostante, la poliedricità, la cultura e la immarcescibile attualità di Gori, fecero in modo che il sindaco Demiro Marchi lo descrivesse al pubblico presente il 15 maggio 1960 a Rosignano Marittimo come “uno dei suoi migliori concittadini”.Ulteriore eco della suddetta giornata di primavera che vide così tante iniziative prendere corpo, fu poi il VII Congresso della Federazione Anarchica Italiana, che ebbe luogo nel giugno 196l nella biblioteca comunale di Rosignano 13. L’ultimo di questo genere a tenersi a Rosignano, poi più nulla. La Federazione svolgerà i suoi congressi sempre altrove, ignorando il luogo dove Gori aveva vissuto ed operato per larga parte della sua vita.

Nel 1973 la raccolta del materiale presso il Museo fu utilizzata dall’associazione Teatro Popolare Toscano (‘Teatro per un Territorio» diretta da Sergio Liberovici 14 il quale, assieme a Massimo Castri 15 ed Emilio Jona 16 scriveranno la pièce teatrale E’ arrivato Pietro Gori, anarchico pericoloso e gentile 17. Con il patrocinio della Provincia di Livorno e di numerose amministrazioni comunali, tra cui quella di Rosignano Marittimo, Portoferraio, Piombino e Cecina, nel 1975, lo spettacolo di Jona, Liberovici e Castro fu messo in scena a Rosignano Marittimo costituendo un vero e proprio “happening” culturale per la nostra cittadina. Ciò fu dovuto soprattutto al fatto che la sua realizzazione fu un’occasione di aggregazione per numerose associazioni e personaggi di Rosignano che contribuirono a curare la documentazione storica, la fotografia e le musiche della rappresentazione teatrale (basta ricordare a questo proposito la “Sezione Foto-Cine” dell’Università Popolare od il “Gruppo Filarmonico Solvay”. Veramente interessante fu la composizione della locandina dello spettacolo, sulla quale campeggiava una suggestiva illustrazione del famoso disegnatore ed incisore francese Gustave Pani Doré (1832-1883), raffigurante un vascello in balia di un mare in tempesta, un’incisione che, insieme ad altre, era stata concepita per illustrare il poema The Rime of the Ancient Mariner, composto nel 1798 da Samuel Taylor Coleridge (1772-1834).

Lo spettacolo teatrale fu l’ultimo episodio degno di nota, prima che gli “anni di piombo” facessero calare una coltre di oblio su Pietro Gori, la cui vita ed opere furono per altro anche gradualmente dimenticate dallo stesso movimento anarchico. Solamente nel 1995. l’amministrazione comunale di Rosignano rinnovò il proprio interesse per Gori, predisponendo, con l’aiuto della Sopraintendenza Archivistica della Regione Toscana, il riordino della collezione degli oggetti, delle fotografie e dei libri del Museo Civico.
Quest’ultimo fu ufficialmente riaperto il 7 ottobre 1995, giorno nel quale oltre ad inaugurare nuovamente Piazza Gori, con il suo monumento bronzeo restaurato, fu anche organizzato un incontro dal titolo “Omaggio al Cavaliere dell’Ideale: Rosignano a Pietro Gori”, al quale intervennero come relatori Maurizio Antonioli, Umberto Sereni e Lorenzo Gestri e dove fu presentato il volume Pietro Gori, Il cavaliere errante dell’anarchia, dello stesso Antonioli.

Strano destino quello dell’ avvocato Pietro Gori. Ricordato, esaltato, dimenticato e poi nuovamente ricordato: un ciclo senza fine, come se la sua figura non riuscisse a trovare un posto stabile e definitivo tra la memoria collettiva della nostra comunità, come se il poeta-filosofo non fosse mai completamente ritornato dai suoi lunghi e forzati peregrinaggi. In questo senso, ben si adattano a Gori le parole di un altro anarchico, Francesco Barbieri (1895-1937): “L’Utopia accende una stella nel cielo della dignità umana, ma ci costringe a navigare in un mare senza porti”. Un mare in tempesta come quello raffigurato da Doré e poi ripreso da Liberovici, ma questa volta non per raccontare di una nave trasportata suo malgrado verso il Polo Sud, come nei versi di Coleridge, ma piuttosto per simboleggiare l’uomo, l’individuo, ostaggio di una società che, assai spesso, non lo riconosce e gli nega i bisogni fondamentali.

_______________________________________________________________________________________
1. ARCHIVIO STORICO DEL COMUNE DI ROSIGNANO MARITTIMO (da ora in poi ASCRM).
Postunitario, Protocollo delle deliberazioni de Consiglio Comunale, 19, pag. 64 e ss., adunanza del 13 febbraio 1911. La piazza in questione fu la prima in assoluto ad essere dedicata ad un personaggio anarchico durante la Monarchia Sabauda.

2. ASCRM. Postunitario, Corteggio ed atti degli affari comunali, 86, Cat.VI, classe 3, fascicolo 6. In prima istanza Bice Gori inoltrò domanda di porre la statua dinnanzi alla cappella di famiglia; il Sindaco con lettera del 16 dicembre espresse parere negativo per un problema di ordine tecnico

3. ASCRM. Postunitario, Protocollo delle deliberazioni del Consiglio Comunale. 19, adunanza del 29 febbraio 1912 pag. 129.

4. ASCRM, Carteggio ed atti degli affari comunali, 86. il comitato era composto da Rorneo Baldini, Sebastiano
Guelfi, Cesare Masoni, Primo Tempestini, Giovanni Santucci, Francesco D’Ercole, Alessandro Lenzi, Giuseppe
Vecchi, Elio Modesti, Parisio Spagnoli.
5. Oggi denomiata via Antonio Gramsci
6.Oggi denominata via Cesare Battisti.
7.ASCRM, Carteggio ed atti degli affari comunali, 86.

8. Ibid
9. ASCBM. Protocollo delle deliberazioni del Consiglio Comunale, 22, pag. 170. Nell’adunanza del 30 settembre 1923 il Consiglio Comunale, ad unanimità, ne cambiò il suo nome in Piazza Libero Turchi. Solamente dopo la Liberazione la piazza riacquistò il SUO nome originario.

10. Commemorazione di Pietro Gori a Rosignano Marittimo, in “Seme Anarchico”, giugno 1960

11. Rosignano a Pietro Gori: raccolta di saggi e testimonianze, a cura del Comitato cittadino costituitosi per le
onoranze a Pietro Gori, s.l., s.n., 1960

12. D. Marchi, Rosignano a Pietro Gori, E. Bartalini, Il poeta, U. Marzocchi, Pietro Gori oratore, G. Berneri, La donna e la famiglia nel concetto di Pietro Gori, D. Marchi, Vita ed opere di Pietro Gori, A. Borghi, Epistolario, U. Fedeli, Pietro Gori nel Sud America, P. Castiglioli, Ricordando Pietro Gori, in Rosignano a Pietro Gori, op. cit. Tra le poesie di Gori, furono pubblicate: Pensiero Ribelle, L’aria, Il Primo Maggio.

13. Un congresso nell’atmosfera goriana, in “Umanità Nova”, 11 giugno 1961
14. Sergio Liberovici (1930- 1991) musicista autodidatta, svolse un’intensa attività per il Teatro Stabile di Torino componendo tra il 1957 ed il 1977 oltre settanta musiche di scena. Il suo percorso artistico fu sempre rivolto all’impegno politico nell’arte e verso una canzone popolare impegnata socialmente.
15. Massimo Castri, nato nel 1943, negli anni’70 collaborò attivamente con Liberovici e Jona ad un teatro popolare ed impegnato politicamente, fino a divenire un poliedrico autore e regista teatrale che si confronterà con messinscene di Ibsen, Pirandello e Checov.
16. Emilio Jona, nato nel 1937, avvocato e Consigliere d’amministrazione del Teatro Regio di Torino, ha svolto ricerche nel campo della canzone sociale e politica e sulla cultura orale in genere, realizzando dischi e testi radiofonici. Dal 1957 al 1961 fu uno degli iniziatori del gruppo Canta –
Cronache”, la prima esperienza italiana di canzone d’autore in opposizione a quella consumistica e commerciale. Tra le sue opere teatrali ricordiamo: 29 luglio 1900 (1972), per uso di memoria (1972), L’ingiustizia assoluta (1973).
17. S. Liberovici, M. Castri, E. Jona. E’ arrivato Pietro Gori, anarchico pericoloso e gentile.
Milano, Ed. Sipario, 1975